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100km passatore

100km del Passatore: dì la tua sulla medaglia della 47esima edizione

Vuoi essere partecipe di un momento topico della 100km del Passatore? Ecco come! L’asd 100 km ha scelto di condividere con fan e appassionati dell’ultramaratona la possibilità di scegliere il disegno che apparirà sulla medaglia della 47esima edizione della Firenze-Faenza. Per dire la tua basta andare cliccare qui – – > al link della pagina FB della Cento e votare il disegno preferito tramite il sistema del ‘mi piace’ (è consentito indicare sino a cinque preferenze).

Questi progetti, nei prossimi due mesi, prenderanno forma e spessore dapprima in argilla e poi come calco in gesso. Votate e condividete! I lavori per la 100 km del Passatore 2019 non si fermano e, attualmente, si contano già oltre 2100 iscritti alla manifestazione che, ricordiamo, quest’anno è valevole quale campionato Fidal italiano assoluto e master. Gli atleti romagnoli iscritti sono sin ora più di 200, di cui circa 100 faentini.

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I dialoghi di BorgoIndie: il racconto della gastronomia tra recupero e laboratori tematici

Mercato, laboratori e dialoghi. Oltre al racconto di produzioni agricole, artigianali e degustazioni, quest’anno a BorgoIndie si parla anche dell’importanza del recupero del cibo. Su questo tema verterà infatti la conferenza “Dialogo tra cervello e stomaco” in programma a il 27 maggio alle ore 17.00 nella sala del Refettorio del Convento dell’Osservanza. Sin dalla sua prima edizione, BorgoIndie si è fatto promotore di una serie di iniziative sulla cultura del cibo volte non solo a far conoscere al pubblico i nuovi trend in tema di produzioni agricole, ma soprattutto a raccontare cosa ci sta dietro, partendo dall’incontro con i produttori presenti alla due giorni. Prima dei dialoghi avrà luogo alle 12.00 un laboratorio/degustazione sulle fermentazioni, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza di alcuni prodotti autoctoni di eccellenza. La valorizzazione turistica del territorio passa anche attraverso l’enogastronomia.

Abbiamo parlato con Carlo Catani, ex direttore dell’Università di Scienze Gastronomiche e presidente di Cinemadivino, che durante i dialoghi di BorgoIndie presenterà il suo libro “Tempi di Recupero”, edito da Quinto Quarto edizioni. Un progetto legato alla valorizzazione gastronomica e alla promozione della lotta allo spreco in cucina.

Cosa sono i tempi di recupero?

Tempi di recupero è un nome mutuato dal gergo calcistico, dove per recupero si intende sia il recupero necessario per rimettersi da un infortunio, che i minuti finali della partita oltre il tempo regolamentare, in cui la squadra cerca di recuperare il risultato. Qui il risultato che si pone il libro è cercare di recuperare quel lungo periodo di sprechi insensati che sono stati attuati a partire da prima degli anni ’80 ad oggi in cucina. E’ stata scelta una metafora calcistica perché il libro vuole coinvolgere i giovani e parlare un linguaggio semplice e non accademico. Un progetto che poggia su tre temi portanti: il recupero della tradizione (ovvero quei piatti che si stanno perdendo col tempo), il recupero come riuso (il piatto del giorno dopo) e il

Piatto del recupero della cena di BorgoIndie 2017

recupero di quelle parti dell’animale che spesso vengono sprecati (il famoso quinto quarto). Protagonisti di questa lotta allo spreco sono state le cene ideate da chef stellati o i creativi, gli osti e le azdore. Un racconto che è iniziato nel 2013 all’Osteria della Sghisa di Faenza e che è diventato poi un libro.

Da dove nasce questo progetto?

L’idea nasce come inserimento in quelle che sono le tematiche portate avanti dalla Sghisa in questi anni. Era da poco mancato Valter (Dal Pane) e volevamo portare avanti la sua idea e il suo modo di porsi su temi e progetti. Abbiamo cercato di affrontare in modo giocoso un tema importante e fortemente etico e Valter è stato l’ispiratore. Quelle promosse in questi anni sono state cene democratiche nel senso che il costo delle serate è sempre stato lo stesso sia che in cucina ci fosse lo chef stellato o l’azdora, perché entrambi sono approcci di rilievo a livello di recupero. Per molte persone poter partecipare ad una cena a costo contenuto con uno stellato è un opportunità, ma per noi il valore è riuscire a democratizzare questo progetto. Gli chef stellati e creativi sono opinion leader per cui è importante che si convincono in prima persona dell’importanza di rendere cool il recupero, per poi comunicarlo e promuoverlo.

Se parliamo di cervello e di animelle, molti potrebbero sentirsi intimoriti. Come si fa cultura del cibo in presenza di tabù alimentari? 

I preconcetti alimentari intorno al quinto quarto spesso non sono legati al gusto o alla sua fisiologia, ma a tutti quei tabù che li circondano: molte cose non piacciono idealmente e non vengono per quell0 assaggiate. Io credo che il cibo sia un piacere e non un dovere e per questo è importante fare un lavoro per dare l’opportunità di assaggiare piatti inusuali che non è detto non piacciano. Si possono avere delle sorprese inaspettate, come scoprirete alla cena con gli chef stellati di sabato sera con Riccardo Agostini e Pier Luigi Di Diego, sul tema del recupero e delle fermentazioni. Anche le fermentazioni di cui parleremo prima della conferenza esistono da sempre, e spesso quando si pensa alla fermentazione il pensiero va in negativo. In realtà sono moltissimi i prodotti di uso comune fermentati, dal vino alla birra. E sempre con le fermentazioni controllate si possono creare prodotti di eccellenza, come l’aglio nero o il sakè ad esempio.

Perché è importante recuperare?

In primo luogo è giusto farlo per una questione di etica. Se nel passato recente il fine era l’ostentazione aberrante della ricchezza, oggi mi piace pensare che si ritorni all’etica del non spreco, come succedeva per i piatti dei grandi signori medievali di cui non andava mai buttato nulla. Anche noi dobbiamo riprendere lo stesso trend. In questo progetto ad oggi abbiamo coinvolto quasi solo chef emiliano-romagnoli, ma l’idea è quella di espandersi e dare nuova dimensione anche fuori regione. Dare voce a questa idea creando magari delle squadre di “addetti al recupero” che possano portare il progetto in diversi contesti o coinvolgere il pubblico ad inviare le loro ricette. Perché il recupero è una questione che coinvolge tutti.

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100kmdel Passatore: dal 1973, una storia fatta di volti, emozioni e passioni

Corre l’anno 1973. Il presidente della Repubblica Italiana è Giovanni Leone e nel mondo il presidente statunitense Richard Nixon annuncia l’accordo di pace per il Vietnam. Muore Pablo Picasso e Henry Kissinger viene insignito del Premio Nobel per la Pace. Mentre succede tutto questo, in una fredda mattina di gennaio al caffè Egidio, alcuni amici riprendono un’idea buttata lì qualche tempo prima: una “maximarcia su una distanza di 100 Km”. Gli ideatori di questo folle progetto sono il vulcanico Alteo Dolcini, forlimpopolese di nascita e segretario generale del Comune di Faenza e Francesco Checco Calderoni, faentino doc, assicuratore e presidente della sezione manfreda dell’U.O.E.I., Unione Operaia Escursionisti Italiani. Con loro, Renato

Alteo Dolcini

Cavina, giornalista di “Stadio” e della “Gazzetta dello Sport” e Carlo Raggi, giornalista del “Resto del Carlino”. Secondo i racconti di chi c’era e di chi li ha conosciuti, i primi semi di questa idea erano stati gettati una sera precedente, tra piadina, prosciutto e Sangiovese dopo aver percorso la Via delle Vigne e raggiunto la Cà de Bè, a Bertinoro. Un progetto ambizioso in cui il buon vivere made in Romagna è stato sicuramente foriero di idee, spunti e obiettivi importanti. Una felice intuizione che l’inviato del Corriere della Sera Franco Chiavegatti definì nel 1978 “Olimpiade della follia” e inizialmente si chiamava “100 Chilometri del Passatore Firenze-Romagna (Faenza)”. Un sogno che dura dal 1973 e che quest’anno vedrà impegnati 3066 atleti, appassionati, sportivi e camminatori. Donne e uomini provenienti dai 5 continenti.

 

Perché venne scelta la controversa figura del Passatore come emblema a cui intitolare questa competizione? Diceva Altini: “I Romagnoli dicono che il Passatore Cortese (che non ha niente, nientissimo in comune con il Pelloni) è il Cavaliere dell’ideale, è il vindice, è il patriota, è quello che “toglie a chi ha per darlo a chi non ha”. E’ un mito, insomma, patrimonio delle genti. Il delitto sarebbe rinunciare a questo mito. Specie oggi che il mito del Passatore Cortese vuole che “te sol da dè e gnit da dmandè” (devi solo dare e non domandare), ma soprattutto vuole che si faccia vino genuino”. Grazie alla Società del Passatore la Romagna riscoprì le sue tradizioni e Alteo Dolcini realizzò il progetto di trasformare un brigante in un emblema positivo e costruttivo che accomuna i romagnoli, in tutto il mondo, nell’orgoglio delle loro origini.

Una gara, quella della 100km del Passatore, fatta di coraggio, di motivazione e di fatica. Di vincitori e di vinti. Dipende forse dall’obiettivo che si pongono i podisti quando decidono di iscriversi alla gara. Una sfida contro gli altri, contro se stessi o i propri limiti: la corsa come metafora di vita o semplicemente come un momento per prendersi del tempo con i nostri pensieri. Chissà cosa pensa mentre corre Giorgio Calcaterra, che dal 2006 è re incontrastato dell’ultramaratona… nel frattempo che arrivi sabato, ecco qualche immagine dei primissimi anni della 100km:

 

 

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BorgoIndie

BorgoIndie: il festival delle produzioni agricole tra cena stellata, spettacoli e degustazioni

Se diciamo Brisighella, voi pensate a… medioevo, i Tre Colli, la via degli Asini. O ancora i bibliofili ricorderanno che è qui che Alex di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, veniva da Bologna a pranzare la domenica con la famiglia. Per chi non l’avesse mai visto, il borgo di Brisighella è un’autentica bellezza situata nel Parco della Vena del Gesso, ai piedi dell’Appennino tosco-romagnolo. Ed è qui che da cinque anni si svolge BorgoIndie, il festival delle produzioni agricole e culturali indipendenti, il cui nome trae ispirazione proprio dalla cittadina che lo ospita.

Cenando con le stelle: il recupero e le fermentazioni i temi interpretati da due Chef stellati

Giunto alla sua quinta edizione, il festival verrà ospitato il 26 e 27 maggio 2018 all’interno della cornice BorgoIndie suggestiva del Convento dell’Osservanza. Due giorni destinati a raccontare lo sviluppo della creatività e della produzione agricola indipendente, “indie” se contratto in inglese, mentre Brisighella è il “borgo” dove tutto questo accade. Da qui, il nome BorgoIndie. Un percorso che trova il suo fulcro principale nel mercato ma che dai banchi si fa dialogo, approfondimento culturale e occasione di incontro per gourmet e appassionati di enogastronomia. Una manifestazione che chiama in raccolta nomi importanti dell’enogastronomia italiana, con l’obiettivo di promuovere una cultura del cibo attraverso l’assaggio e il racconto di quello che ci sta dietro. Sabato 26 maggio alle ore 20.30 ad allietare i palati dei commensali saranno due chef stellati della Regione: Riccardo Agostini e Pierluigi Di Diego. Gli chef interpreteranno per i presenti un menù a cinque portate ispirato ai temi del recupero e delle fermentazioni, che saranno poi ripresi nei laboratori e dialoghi della domenica. A seguire, si parlerà di digestione nello spettacolo ad ingresso libero di stand-up comedy con Alessandro Ciacci. Riminese, classe 1989, Ciacci è attore, regista, drammaturgo e stand-up comedian di Comedy Central.

Il pomeriggio di BorgoIndie fra degustazione e dialoghi 

Proseguendo sul filone del racconto e della scoperta di produzioni agricole che vale la pena conoscere, domenica 27 alle ore 12.00 si parlerà di fermentazioni in un laboratorio-degustazione ad ingresso gratuito. Tra i prodotti all’assaggio, aceto di birra, aglio nero fermentato e sakè. Alle ore 15.00, degustazione guidata dal sommelier e wine writer Francesco Falcone alla scoperta dei vini del Carso, del suo territorio e delle storie degli artigiani del vino. Infine, a riprendere il discorso del recupero – tema della cena del sabato – sarà Carlo Catani nel “Dialogo tra cervello e stomaco”, in cui presenterà al pubblico il suo libro sui Tempi di Recupero.

Un racconto del territorio e della Regione attraverso le sue produzioni, anche musicali

Fulcro della manifestazione sarà come sempre il mercato. I chiostri dell’Osservanza si preparano ad accogliere dalle ore 11.00 di domenica trenta tra vignaioli, artisti, artigiani e makers. Accanto al mercato, BorgoIndie accoglierà anche un’area dedicata al Garage Wine Contest, ai prodotti DOP / IGP della Regione Emilia-Romagna e ai prodotti del territorio brisighellese. Costante per tutta la giornata la presenza del foodtruckA chiudere la serata, il prequel del Festival di musica dialettale “Romagna canta (con ospiti) a cura del MEI – Meeting degli Indipendenti.

(Info e prenotazioni Cena / Degustazione vini del Carso: stefania@borgoindie.it)

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mostra 100km Passatore

100km del Passatore: gli eventi collaterali dell’ultramaratona

A meno di una settimana dalla partenza in programma sabato 26 maggio, alle 15.00 da Piazza del Duomo a Firenze, risultano oltre 3060 gli atleti attualmente iscritti (erano 2.893 all’edizione 2017), stabilendo il record degli anni 2000. Tra loro: 480 donne, circa 1350 esordienti, 560 emiliano romagnoli dei quali oltre 150 faentini ed oltre 50 atleti provenienti dai 5 continenti e 26 nazioni straniere. La 100km è in primis la gara podistica “più bella del mondo”, ma come ogni anno sono tante le iniziative che faranno da corollario alla competizione. Scopriamole nel dettaglio:

Novità dell’edizione 2018 tra coaching e beneficenza

Quest’anno la 100km ha attivato una collaborazione con Ekis, the Coaching Company, un progetto di allenamento mentale dedicato agli sportivi, oltre alla collaborazione tra il ‘Passatore’ e la Wellness Week. Infine, la partnership tra la Firenze Faenza e Rotary for Polio (associazione a scopo benefico) consentirà ai concorrenti di poter effettuare gratuitamente lungo il percorso la misurazione del valore della glicemia istantanea. Grazie all’iniziativa promossa da Rotary, chiunque potrà operare un versamento tramite il sito www.100000passiperlapolio.org in cui è possibile acquistare i km che 13 staffettisti sul percorso della Cento effettueranno alternandosi percorrendo distanze di circa 5 Km. Il ricavato raccolto tramite verrà interamente devoluto per la Mission che da anni contraddistingue l’azione internazionale del Rotary, ovvero l’acquisto dei vaccini contro la poliomielite, per eradicare questa terribile malattia negli ultimi due paesi ancora colpiti: Afghanistan e Pakistan.

Fino a domenica 27, alla Galleria Comunale d’Arte del Voltone della Molinella a Faenza, sarà possibile visitare la mostra fotografica “Il mito della 100 km del Passatore ritratto da Carlo Giuliani”, con le immagini delle ultime tre edizioni della Firenze-Faenza. Mercoledì 23 maggio, alle 20.30, sarà invece il turno della serata condotta da Francesco Marabini, dedicata agli angoli ‘secondari’ di Faenza dove è possibile praticare sport e attività motorie. Giovedì 24 maggio, alle 20.30, sempre al Voltone della Molinella, si terrà invece la serata di allenamento mentale realizzata da Ekis, the mental coaching “Correre con la testa”, in compagnia di Andrea Zavaglia.

Faenza verso la 46^ edizione della 100km del Passatore

La serata antecedente lo start della corsa, si terrà in Piazza del Popolo il Pasta party di benvenuto, dedicato agli atleti della 100 km del Passatore con la presentazione dei top runner, musica e animazione curate da Luca Piazza. Alle 21.00 scatterà la partenza della passeggiata “Faenza Passo dopo passo” per permettere ai partecipanti di immergersi nell’ospitale cittadina manfreda. Per quanto concerne le 100km Passatorestaffette, sabato 26 maggio partiranno alle 9.30 da Firenze in Piazza Edison le staffette degli studenti dell’Istituto Toricelli-Balardini di Faenza, dell’Istituto Superiore “Cassiano Paolini” e del Liceo “Rambaldi-Valeriani-Alessandro da Imola”. Alle 15.30 tra Marradi e Biforco è prevista la partenza della Corsa della famiglia degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Faenza San  Rocco” mentre, alle 16.45, dal Passo della Colla di Casaglia, avverrà la partenza della Staffetta 50×1000 dello Csi Faenza e Atletica 85. 

 

Cosa fare a Faenza aspettando l’arrivo dei primi podisti

A partire dalle 18.00 di sabato 26 maggio, Daniele Menarini e Danny Frisoni racconteranno in Piazza del Popolo la Storia della 100 km del Passatore con immagini e filmati proiettati sul maxischermo, con l’apertura dello stand gastronomico a cura del Rione Giallo. Alle 18.30 sarà invece il turno dell’intrattenimento musicale realizzato da A.S.D. Giorgio e le Magiche Fruste di Romagna, con Luca Piazza impegnato in viale Marconi a presentare l’”ultimo km” attraverso musica e animazione. Alle 20.00 è atteso l’arrivo della staffetta Asd Disabili di Faenza, seguita venti minuti dopo dalla conclusione della Corsa della famiglia dell’Istituto Comprensivo “Faenza San Rocco” e, alle 20.45, sono attesi gli arrivi dele Staffette dell’Istituto Torricelli-Ballardini di Faenza, dell’Istituto Superiore “Cassiano Paolini” e del Liceo “Rambaldi-Valeriani-Alessandro da Imola”. A chiudere, per le 21.15, l’arrivo della staffetta 50×1000 dello Csi Faenza e Atletica 85 Faenza, poco prima dell’applauso riservato ai vincitori al suono delle chiarine del Gruppo Municipale di Faenza del Palio del Niballo.

Domenica 27 maggio, giornata conclusiva della 100 km del Passatore, vedrà dalle 9.30 la cerimonia di premiazione in Piazza del Popolo con la classifica dei romagnoli e dei faentini, oltre che del primo esordiente giunto al traguardo e i risultati inerenti il 10° Trittico di Romagna.

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Buongiorno Ceramica!: cinque ragioni per partecipare alla due giorni della festa ceramica

Insieme a Distretto A Weekend che ha inaugurato ieri sera il fine settimana del centro storico del Maggio Faentino, inizia oggi la due giorni di Buongiorno Ceramica!, un percorso che porterà il pubblico alla scoperta di botteghe, studi d’arte e musei che saranno per l’occasione a porte aperte. A Faenza la ceramica ha una storia importante, che viene portata avanti dalla passione di artisti e ceramisti che con le loro creazioni arricchiscono di poesia artistica le vetrine della città. Tradizione che si è anche saputa attualizzare e che per molte botteghe si è trasformata in progetti di ceramica contemporanea. Ecco qui 5 buone ragioni per non perdervi l’appuntamento con Buongiorno Ceramica!

1 – Scoprire la città di Faenza nella visita tra una bottega e l’altra. C’è un termine francese, flâner,
che indica perfettamente quello che potrete sperimentare oggi e domani per le vie della città. Il flâneur è una figura introdotta dai grandi scrittori francesi dell’Ottocento, da Hugo a Balzac, da Baudelaire ad Allan Poe. L’importanza del flâneur viene dalla sua capacità di osservare la città e la folla che la abita. Per Balzac “flâner è una scienza, è la gastronomia dell’ occhio, significa vivere, godere (…) immergere i propri sguardi in fondo a mille esistenze”. Quello che potrete fare in questi giorno sarà proprio perdervi nella magia delle vie del centro storico e delle sue botteghe e scoprire una realtà artigianale magica spesso lontano dai riflettori.

2 – Fare un’esperienza al tornio e vivere il “saper fare delle mani” come forma di benessere. Tutti Buongiorno ceramica tornionoi (in primis le signore appassionate di cinema!) quando pensiamo al tornio pensiamo al film Ghost e a quella scena in cui Demi Moore si rilassava creando un vaso al tornio. In realtà, sono molti gli studi e le recenti inchieste ad aver dimostrato che lavorare l’argilla è un nuovo trend per rilassarsi e recuperare una manualità perduta dall’abuso degli strumenti digitali. O anche solo per prendere del tempo per noi stessi. Inoltre, la lavorazione della ceramica funziona anche da canale per irrobustire la propria perseveranza. Se siete alla ricerca di una pratica che vi faccia star bene e cui appassionarvi in modo creativo e costruttivo, vi consigliamo di partecipare ai laboratori in programma in alcune delle botteghe. Scoprite qui dove: Buongiorno Ceramica Mappa eventi.

3 – Conoscere in prima persona artisti e ceramisti e scoprire tradizione e contemporaneità della ceramica faentina. Avrete mai sentito parlare di decoro “garofano”, “melograno” o “arcaico medievale”? Sono tra i decori che alcuni dei maestri faentini riproducono sulle loro creazione e che sono legati indissolubilmente alla tradizione ceramica più antica. Ecco quindi una buona occasione per incontrare di persona i ceramisti e farsi raccontare nel dettaglio queste diverse decorazioni. O ancora potrete scoprire i progetti e i concetti che stanno dietro alle creazioni delle botteghe di ceramica contemporanea. Oggetti d’uso comune ma anche di design, che con le loro forme e i loro colori racchiudono la passione di questi artigiani talentuosi.

4 – Visitare la Fabbrica Ferniani che aprirà al pubblico per questa occasione. Due secoli di ceramica (dal 1693 al 1893) in otto sale, dove si potranno ammirare vari stili che ripercorrono la storia della ceramica di quegli anni, dal barocco di fine Seicento  all’eclettismo dell’Ottocento. Non perdete l’occasione di essere tra i fortunati a ripercorrere questi duecento anni di ceramica locale. La collezione è allestita alla Villa Ferniani_credenzaCase Grandi in località Errano, a pochi chilometri da Faenza. Per visitare questa imperdibile collezione, è necessario prenotarsi alla Pro Loco di Faenza: Voltone della Molinella 2, o546 25231.

5 – Brindare insieme all’Aperitivo del Ceramista. Come ogni anno, anche in questa edizione di Buongiorno Ceramica!, ceramisti e pubblico avranno l’opportunità di incontrarsi per un aperitivo conviviale in Piazza della Molinella. Se non ci siete mai stati, questa è la buona occasione per esserci o per arricchire la vostra collezione di bicchierini creati appositamente da 29 ceramisti. Tra le altre cose da sapere: con l’acquisto di un bicchierino (10€), vino e cibo saranno offerti dall’Associazione Torre di Oriolo e sarà presente un intrattenimento musicale del Gruppo Ottoni della Scuola di Musica Sarti. Non perdetevi l’anteprima dell’aperitivo al Ridotto del Teatro Masini alle 17.00, con un Gran Defilè di Danza a cura di Dance Studio Faenza.

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Buongiorno Ceramica!: le novità 2018, dall’Aperitivo del Ceramista di domenica alla Fabbrica Ferniani

Faenza si prepara ad accogliere la quarta edizione di Buongiorno Ceramica!, la festa della ceramica che si svolgerà in oltre 40 città di tradizione ceramica italiana, inclusa Faenza, e che sarà in concomitanza con Distretto A Weekend, intersecando anche alcuni appuntamenti in programma. Oltre ai percorsi tra le botteghe cittadine che potrete trovare a questo link — > Buongiorno Ceramica Mappa eventi, l’edizione 2018 è caratterizzata da alcune novità che renderanno la manifestazione ancora più inclusiva, abbracciando anche altre realtà del mondo ceramico, oltre agli studi d’arte, le botteghe e i musei. Senza dimenticare l’evento conviviale dell’Aperitivo del Ceramista di domenica. Ecco qui tutte le news 2018:

Riapertura straordinaria della Fabbrica Ferniani, con visita guidata alla collezione-museo

Una collezione di famiglia, aperta in via eccezionale per il pubblico di Buongiorno Ceramica!. Due secoli di ceramica (dal 1693 al 1893) in otto sale dedicate alla collezione , dove si potranno ammirare vari stili che Ferniani_credenzaripercorrono la storia della ceramica di quegli anni, dal barocco di fine Seicento  all’eclettismo dell’Ottocento. La collezione è allestita alla Villa Case Grandi in località Errano, a pochi chilometri da Faenza. Per visitare questa imperdibile collezione, è necessario prenotarsi alla Pro Loco di Faenza: Voltone della Molinella 2, o546 25231. Costo 10€ (bambini gratis fino ai 10 anni). Il numero massimo di persone per turno di visita è di 10. Turni di visita: al mattino, 1° turno: ore 9.00 – 2° turno: ore 11.00 / al pomeriggio, 1° turno: ore 15.00 – 2° turno: ore 17.00

 

Mostra all’ISIA e visite all’ITS: due nuove istituzioni faentine nel calendario di Buongiorno Ceramica!

Sabato 19 maggio alle ore 18.00, inaugurerà all’ISIA (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche) di Faenza, una mostra di 15 studenti a cura di Andrea Anastasio. Presentata in anteprima durante la Milano Design Week 2018, WORK raccoglie 15 progetti di studenti che hanno partecipato al laboratorio di ceramica di Anastasio. Il docente ha condotto gli studenti a confrontarsi con un oggetto archetipico della produzione ceramica, il vaso. Una riflessione sul significato simbolico e rituale del “portare la natura a casa”, approfondendo l’idea di cura della natura e del rapporto con il paesaggio. La mostra resterà aperta domenica 20 maggio dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

Sempre nella giornata di sabato, dalle 14.00 alle 17.00 sarà possibile visitare la scuola e i laboratori

Aperitivo del ceramista – Ph. Antonio Veca

ceramici del Corso ITS (Corso Biennale di Tecnico Superiore per sostenibilità, sviluppo, design del prodotto ceramico), con dimostrazioni di prototipazione manuale al tornio e digitale con la stampante 3D. Sarà inoltre attivo un laboratorio di sperimentazione ceramica per ragazzi e adulti

Last, but not least, anche quest’anno torna l’atteso appuntamento con l’Aperitivo del Ceramista. Anche qui con una novità: non sarà più di venerdì come nelle precedenti edizioni, ma domenica 20 maggio alle ore 18.00 in Piazza Nenni (già della Molinella). Protagonisti saranno come sempre i bicchieri creati per l’occasione da 29 botteghe faentine, con un aperitivo curato dall’Associazione Torre di Oriolo, l’intervento musicale del Gruppo Ottoni della Scuola di Musica G. Sarti e l’anteprima alle ore 17.00, nei suggestivi spazi del Ridotto del Teatro Masini, con il Gran Défilé di Danza.

 

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Distretto A Weekend: il Blocco A tra mostre, Urban contest e Contemporaneo

E’ quasi tutto pronto per Distretto A Weekend del 18-19-20 maggio e il Maggio Faentino si prepara ad accogliere la seconda tappa del suo racconto, in un viaggio viaggio lungo i 54 spazi che compongono la manifestazione, i 68 eventi tra mostre, laboratori e visite guidate, i 46 punti food e i 38 tra birrifici e cantine. Un percorso unico in Romagna tra enogastronomia, mostre, arte e tanto altro. In puro stile Distretto A! Zavagli e Svarioni è il tema scelto per questa edizione e l’idea nasce dal fatto che la creatività, l’arte e l’artigianato si sposano all’idea – a volte in controtendenza – che la perfezione non sia solo irraggiungibile, ma anche noiosa e omologante. E quindi bene fare spazio agli “zavagli”, le cose inutili ma che spesso hanno più cuore e storia degli oggetti funzionali, e agli “svarioni”, gli errori, che in sé a volte custodiscono una poetica, una personalità, un ribaltamento delle prospettive. Qui il programma completo: Distretto A Weekend – programma

Oltre alla Cena Itinerante e alle passeggiate tra le vie del Distretto, vogliamo parlare oggi del padiglione centrale del sistema espositivo messo in azione da Distretto A. Sì, stiamo parlando del Blocco A, ubicato quest’anno all’ex-DO in via Mura Mittarelli. Luogo affascinante e in passato sede di eventi legati alla creatività giovanile, l’ex-DO accoglierà durante la tre giorni un progetto espositivo in tre sezioni.

Ecco cosa sapere per entrare in mood Zavagli e Svarioni anche qui!

Heriz Bhody Anam: “La mia visione: zavagli e svarioni”

Heriz Bhody Anam

In linea con il tema di quest’anno, il primo piano del Blocco A sarà dedicato all’installazione dell’artista faentino Heriz Bhody Anam con “La mia visione: Zavagli e svarioni”. Realizzata site specific per questo spazio, l’installazione vuole essere un omaggio all’istrionico, zingaresco ed eclettico artista, che attraverso tele, ceramiche ed altri oggetti ha ricreato per l’occasione un frammento del proprio universo espressivo attraverso le atmosfere ironiche, gioiose ma anche oscure e beffarde che da sempre lo caratterizzano.

Verso il premio Francesco Pinoni: il contemporaneo secondo Francesco

La seconda installazione in programma è dedicata alla memoria di Francesco Pinoni, direttore di banca, collezionista, e alla sua passione per l’arte concepita come risorsa fondamentale di un territorio. Quella stessa passione che ha spinto Vittoria Graziani a creare – in collaborazioni con alcune realtà significative del territorio – il premio Francesco Pinoni per l’arte contemporanea. Tra gli artisti presenti al Blocco A: Claudio Amadei, Bottega Gatti, Luca Caccioni, Silvia Camporesi, Cristina D’Alberto, Oscar Dominguez, Monika Grycko, Alan Guzman, Ana Hilar, Chiara Lecca, Monti, Marta Pachon, Fiorenza Pancino, Beatrice Pasquali, Nero, Stefano Scheda, Ettore Sottsass per Bottega Gatti, Marco Samorè.

L’Urban Art Contest 2018 e la mostra collettiva dei bozzetti partecipanti

Come saprete, il Distretto A ha promosso in questa edizione un Urban Art Contest, bando internazionale con l’intento di valorizzare gli spazi urbani attraverso interventi di street art. Il concorso, collegato anche a una campagna di crowdfunding, ha decretato vincitore Tellas (Cagliari, 1985) considerato dall’Huffington Post USA fra i 25 street artist più interessanti del mondo. Con Terra e Mare, l’artista ha interpretato il tema del concorso unendo idealmente in un dialogo Faenza e Palermo, ​dove realizzerà appunto due opere murali: la prima si scoprirà a Faenza il 19 maggio alle 18.30 e verrà realizzata proprio sulla facciata dell’ex-DO e la seconda, a Palermo (capitale italiana della cultura 2018), sarà presentata il 16 giugno​. Tutti i 51 bozzetti che hanno concorso alla selezione Urban Art Contest, provenienti sia dall’Italia che dall’estero, verranno esposti in una collettiva al Blocco A.

Terra – il bozzetto vincitore per l’opera muraria all’ex-DO di Faenza

Per permettere che il progetto Urban Art Contest possa svilupparsi in futuro e contribuire a dare un volto migliore alla città che abitiamo, avvicinando le persone al dibattito dell’arte, è stato lanciato un progetto di crowdfunding, una raccolta collaborativa che parta dal basso (come tutte le attività di Distretto A fino dalla sua nascita) e sensibilizzi verso la donazione spontanea di fondi per proseguire nella realizzazione di altri interventi di street art, avvicinando contemporaneamente le persone alla cura dei beni comuni che migliori la qualità della vita in città. Per informazioni: https://www.planbee.bz/it/project/urban-art-contest

Un’occasione imperdibile per immergersi a 360° nell’arte contemporanea e viverla in prima persona

Dove: Blocco A 2018 – Via Mura Mittarelli, Faenza (Ingresso gratuito)

Quando: Venerdì 18 e sabato 19 maggio dalle 18:30 alle 24 – Domenica 20 maggio dalle 9:00 alle 13:00

Inaugurazione murales Tellas Sabato 19 maggio ore 18.30

 

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Musica nelle Aie: chiusure al traffico e servizio navetta

Essere una manifestazione green al 100% è da sempre uno dei punti fermi di Musica nelle Aie. Anche quest’anno, Via Castel Raniero verrà chiusa al traffico a partire da alcune ore del giorno per permettere al pubblico di godersi al pieno la manifestazione nel rispetto della natura e senza il pensiero della macchina.

Sarà attivo un bus navetta dal parcheggio di Errano e domenica 13 ci saranno dei pullman in partenza anche dal PalaCattani di Faenza. Sempre di domenica sarà attivo il parcheggio di Villa Rotonda.

Ecco tutti gli orari delle chiusure:

Venerdì 11 maggio: Chiusura del traffico di Via Castel Raniero dalle ore 20.00. A disposizione un bus navetta da Villa rotonda al campo sportivo

Sabato 12 maggio: Chiusura del traffico di Via Castel Raniero dalle ore 16.00. A disposizione un bus navetta da Villa rotonda al campo sportivo

Domenica 13 maggio: Chiusura del traffico di Via Castel Raniero dalle ore 10.00. A disposizione un bus navetta anche dal PalaCattani (Piazzale Tambini – Faenza) fino a Villa Rotonda. Dalle 18.30 sarà attivo anche un servizio navetta da Villa Rotonda al Campo sportivo.

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Musica nelle Aie: cosa sapere prima di arrivare a Castel Raniero

Manca pochissimo all’inaugurazione di Musica nelle Aie e come si fa prima un bel viaggio, ecco qualche informazione da tenere a mente per assicurarci di non esserci dimenticati nulla prima della partenza, inclusa qualche curiosità sugli eventi in programma…

I numeri. Musica nelle Aie si sviluppa all’interno e lungo l’anello di 5km che percorre la “Passeggiata Faentina” (e per gli sportivi, ci sono gli 11km della gara podistica detta “Classicissima”). La manifestazione si prepara ad accogliere nella sua quattro giorni circa 200 musicisti. Lo scorso anno le presenze sono state circa classicissima di castello raniero20.000, con un afflusso maggiore nella giornata di domenica quando si svolge il concorso musicale rivolto ad Autori e Interpreti. I posti a sedere nello stand gastronomico sono circa 600 e il menù conta su una scelta di oltre 30 piatti. Musica nelle Aie è soprattutto condivisione e partecipazione e tutto ciò non sarebbe possibile senza il prezioso aiuto dei 300 volontari che si alterneranno durante i 4 giorni. Anche quest’anno sarà presente un’area camper dove poter sostare, per non perdersi neanche un minuto della manifestazione.

La natura prima di tutto. A Castel Raniero, la tutela e la scoperta del territorio sono una tema importante. Per questo ogni anno vengono organizzati incontri volti ad implementare la conoscenza degli ambienti rurali e dell’architettura locale. Inoltre, il programma di Musica nelle Aie include anche una serie di visite guidate in mezzo al verde, come la ricerca delle erbe spontanee in programma sabato 12 maggio alle ore 10.00 e in partenza dal campo sportivo di Castel Raniero (info: 334 116 8351). O ancora la passeggiata tra pini e calanchi organizzata dalla Pro Loco di Faenza – sempre il 12 maggio alle ore 14.00 – e in partenza dalla piazza della Molinella di Faenza: un percorso tra storia, natura e tradizione. Domenica 13 maggio alle ore 10.00 sarà invece la volta della passeggiata per boschetti in partenza dal campo sportivo di Castel Raniero  (info: 338 9179274). Ultimo, ma non meno importante, tutto il materiale di consumo per il cibo sarà interamente compostabile.

I suggerimenti di Maggio Faentino. Il calendario di Musica nelle Aie è come ogni anno denso e variegato. Oltre alle manifestazioni musicali, l’enogastronomia e gli incontri tra mostre e anteprime, ci sono altri 2018_ensemble-naturtonappuntamenti da mettere assolutamente in agenda. Siete mai stati ad un concerto di Corni delle Alpi all’alba? Lo potete vedere sabato 12 maggio alle 5.30 al campo sportivo. Loro si chiamano Ensemble Naturton e sono un gruppo proveniente da Schwabish Gmund, città tedesca gemellata con Faenza. E se non siete mattinieri, c’è il bis lo stesso sabato alle 15.00. Sabato alle 18.00, tutti all’aperitivo romagnolo tra le vigne in Via Castel Raniero 60 mentre domenica 13 maggio sarà la volta del picnic conviviale al parco di Villa Orestina dalle 11.00 alle 14.30. Infine, sempre domenica alle 20.45, verrà presentato al pubblico il videoclip Gumbarera di Bonetti & Quinzan, con la partecipazione di Maria Pia Timo. 

Curiosità. Lo sapevate che i piatti dello stand enogastronomico prendono i loro nomi dai poderi e i luoghi di Castel Raniero? I primi piatti sono fatti a mano dalle azdore e nel menù è presente una proposta per celiaci e vegetariani. Altra curiosità, uno dei componenti del gruppo dei Corni delle Alpi è Robert Abziehr, che non è solo un musicista ma anche il vicepresidente dell’Associazione dei Gemellaggi di Schwabish Gmund. Infine, restando sempre in ambito musicale, quest’anno Musica nelle Aie assume una dimensione anche europea: al concorso musicale di domenica parteciperà infatti anche il gruppo Mandula Zanekar, proveniente dall’Ungheria.

 

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